Fino al 24 ottobre 2021, dal venerdì alla domenica, sarà possibile visitare la Chiesa di San Gennaro a Capodimonte, riaperta dopo 50 anni di chiusura al pubblico e arricchita con le nuove decorazioni  realizzate da Santiago Calatrava, e la mostra dello stesso artista nell’adiacente Cellaio.

 

Testo e foto di Eliana Ciampi

(foto di copertina: Colombe blu in volo, part. della tovaglia d’altare di S. Calatrava, San Gennaro a Capodimonte)

Ceramiche di Santiago Calatrava al Cellaio nel Bosco di Capodimonte

I 134 ettari del Parco di Capodimonte sono punteggiati da interessanti edifici legati alle attività manifatturiere, agricole e venatorie che vi si svolgevano in origine, che si aggiungono a quelli di interesse religioso. Lungo il Viale della Porcellana, di fronte all’edificio che oggi ospita l’Istituto Professionale Caselli, si ergono la settecentesca Chiesa di San Gennaro, un tempo parrocchia dei lavoratori della reggia, e il Cellaio, nato come deposito di botti, cereali e legumi destinati alla vendita o all’alimentazione della selvaggina. Entrambi gli edifici accolgono oggi numerosi visitatori, interessati a conoscere sfaccettature poco note del multiforme talento del valenziano Santiago Calatrava, ingegnere e architetto famoso in tutto il mondo per i suoi ponti. Nella mostra Santiago Calatrava: Nella Luce di Napoli lo riscopriamo scultore, pittore e ceramista, attraverso circa quattrocento opere che ripercorrono quarant’anni della sua carriera. Una parte dell’esposizione, dedicata alle maquette, oltre alla pittura e alla scultura, è al secondo piano del museo di Capodimonte e qui l’artista ci sorprende con sculture di minoica memoria e gigantesche spirali lignee.

Vaso di Calatrava che rievoca l’arte vascolare greca

Un’altra parte della mostra, invece, è al Cellaio ed è incentrata sulla ceramica, arte cui il poliedrico artista si è approcciato a Manises, cittadina a 10 km da Valencia famosa per una produzione ceramica che affonda le sue radici nel medioevo arabo della regione, e prosegue fino ai nostri giorni con la Scuola Superiore di Ceramica. Il parallelismo con Capodimonte e l’Istituto Caselli antistante al Cellaio è evidente, e la scelta espositiva appare più che coerente. Le pareti bianche e le forme essenziali del Cellaio mettono in risalto vasi e coppe di grandi dimensioni esposti nelle teche e sui piedistalli, datati soprattutto tra il 2005 e il 2007, mentre pendono dal soffitto enormi uova di ceramica.

I tori andalusi ispirano tanta arte di Calatrava

Attraverso le sue opere Calatrava sembra raccontarci le origini della coroplastica nel Mediterraneo. Figure umane color rosso ocra danzano e si rincorrono su un fondo nero, spingendo la nostra memoria fino alla produzione vascolare attica della Grecia antica. Essenziali sono le linee dei tori che si scontrano – chiaro riferimento alle sue origini iberiche – o delle corna che si intrecciano, memoria delle figure zoomorfe che decoravano i vasi micenei. Le grandi uova pendenti sono avvolte da rami e radici bianche che anticipano le decorazioni floreali dell’adiacente Chiesa di San Gennaro.

Lasciate le sfumature terrose delle ceramiche esposte nel Cellaio, nella rinnovata chiesa di San Gennaro ci ritroviamo completamente immersi nel blu intensissimo delle pareti e delle vetrate che si fondono con il cielo riprodotto sulla volta con stelle di porcellana bianca decorate in oro.

L’interno della chiesa di San gennaro a Capodimonte nella sua versione blu by Calatrava

Citando il titolo della mostra, Santiago Calatrava ha portato nel chiuso della chiesa la luce di Napoli, e il risultato è sorprendente. Le forme barocche del 1745 sono ancora lì, ma in una versione 2.0! La chiesa fu costruita dallo stesso architetto cui Carlo III di Borbone affidò i lavori della manifattura di porcellana e dei giardini, Ferdinando Sanfelice, che tutti ricordano anche per il Palazzo dello Spagnolo alla Sanità.

Le nuove vetrate di San Gennaro a Capodimonte

Un tratto tipicamente sanfeliciano è la pianta ellittica che ritroviamo della Chiesa di San Gennaro del Real Bosco e che fa pendant con le finestre ovoidali, dove sono oggi alloggiate le vetrate blu cobalto disegnate da Calatrava e realizzate da Antonio Perrotti. Per la tela di San Gennaro in gloria di Solimena sull’altare maggiore e per le statue in stucco di San Carlo Borromeo e di Sant’Amalia (i nomi dei sovrani borbonici) poco o nulla sembra cambiato, se non fosse per i vasi, candelieri e paramenti che li circondano.

Di grande interesse è la collaborazione del valenziano Calatrava con il partenopeo Istituto Professionale Caselli, che tra il 2020 e il 2021 ha visto coinvolti insegnanti e studenti nella realizzazione dei vasi disegnati dall’artista. Tralci di fiori rossi decorano i candelieri di porcellana bianca sull’altare maggiore accanto ai vasi decorati a mano libera con colombe blu. Queste ci riportano allo stile osservato nei tori della mostra del Cellaio e le ritroviamo raffigurate a rilievo sul preziosissimo paramento d’altare (foto in copertina), realizzato secondo un criterio estremamente filologico, riproducendo la tecnica dei telai borbonici per broccato “spolinato”. Le colombe blu in volo, che sono tra i temi dominanti della decorazione della chiesa,  rivestono anche l’uovo di porcellana che pende dalla volta dell’altare maggiore, che a sua volta cita l’uovo di struzzo dipinto da Piero della Francesca nella pala di Brera.

Stesso criterio compositivo e stessi intenti scientifici sottendono all’allestimento degli altari laterali, ma qui l’artista spagnolo gioca con diversi accostamenti di colore e altri elementi naturali, come racemi policromi e rami d’ulivo.

Il particolarissimo decoro del soffitto in ceramica dorata

Esco dalla chiesa ancora con “la luce di Napoli” negli occhi e la soddisfazione di aver constatato in che modo il contemporaneo possa non solo convivere con il passato senza stravolgerlo, ma addirittura valorizzarlo, arrivando a riportare in vita antiche tecniche di tessitura e coinvolgendo nel processo creativo giovani generazioni di validi artigiani, cui è affidato il compito di infondere nuova linfa vitale a una storica produzione locale.

Mostra: Santiago Calatrava – Nella luce di Napoli a cura di Sylvain Bellenger e Robertina Calatrava

9 Dicembre 2019 – 24 Ottobre 2021

(Chiesa e Cellaio accessibili solo venerdì, sabato e domenica)

Museo e Real Bosco di Capodimonte

 

Per saperne di più:

Napoli Sacra, ed. De Rosa, 2010, Napoli

https://www.calatravanapoli.it

https://calatrava.com

 

Beviamoci su….

Blu e vino…..