A Capodimonte per “Incontri Sensibili” l’arte mista di Diego Cibelli

 

Testo e foto di Eliana Ciampi

Nel Museo di Capodimonte esistono spazi, dove opere provenienti da contesti diversi o epoche lontane dialogano e restituiscono un senso nuovo ai pezzi che appartengono alla collezione del museo. Si tratta degli Incontri Sensibili, che dal 13 maggio al 19 settembre 2021 ci offrono l’opportunità di ammirare la mostra intitolata L’arte di danzare assieme di Diego Cibelli.

La mostra di Diego Cibelli: stampe, matrici e porcellane

Al secondo piano del Museo di Capodimonte, lasciandomi alle spalle la storia della pittura napoletana, mi ritrovo proiettata in una sala dall’atmosfera completamente nuova. Le pareti non sono uno sfondo silenzioso, bensì oggetto della mostra. I colori scuri delle altre sale lasciano il posto a un parato a fondo bianco con stampe in sfumature di grigio di decine di personaggi. E in questo turbinio di volti di carta quasi si confonde quello reale dell’artista. Immerso nel suo abbigliamento oversize, estroso e al tempo stesso elegante, Diego Cibelli , classe 1987, con il suo fisico sottile, i movimenti leggeri e il tono pacato della voce, sembra incarnare il concetto stesso di danza che è presente nel titolo della mostra. Gentilmente l’artista si dice disponibile a rispondere alle mie domande, aiutandomi a cogliere dettagli interessanti.

Pastiche di antiche stampe dalla collezione di Carlo Firmian

Obiettivo del ciclo di mostre Incontri Sensibili è offrire l’opportunità ad artisti contemporanei di rileggere le opere delle collezioni. L’artista napoletano parte dal simbolo stesso di Capodimonte: la porcellana. Così pezzi realizzati da Filippo Tagliolini – che fu il capo-modellatore della Real Fabbrica di Capodimonte alla fine del ‘700 – in compagnia di altre manifatture settecentesche (Meissen e Wedgwood), “danzano” con i suoi splendidi vasi privi di decorazione pittorica e dalle forme minimaliste, infilzati con lastre di rame incise. Per comprenderne il senso occorre osservare il parato e tornare al 1782, quando Ferdinando di Borbone acquista all’asta la collezione di opere grafiche del conte Carlo Firmian.

Nato a Trento, ministro plenipotenziario e governatore generale della Lombardia, viene inviato da Maria Teresa d’Austria, consorte di Ferdinando, a Napoli come ambasciatore imperiale dal 1754 al 1758. La sua immensa passione per l’arte lo porta a farne un attivissimo promotore, favorendo incontri di artisti e intellettuali, ma anche a collezionare opere d’arte e libri. Alla sua morte Ferdinando acquista una raccolta di 20.000 opere grafiche, composta prevalentemente da stampe, divise in 227 volumi, di cui uno dedicato ai disegni.

Ma quando si parla di stampe del XVIII secolo a Napoli, è inevitabile pensare alle Antichità di Ercolano Esposte. Si tratta di otto volumi di incisioni realizzate tra il 1757 e il 1792, che illustrano reperti provenienti dalle città vesuviane accompagnate da testi esplicativi. Diego Cibelli mi spiega che questo corpus per lui è oggetto di grande interesse, in quanto la Stamperia Reale produceva oggetti destinati a viaggiare, veicolando nel mondo quell’interesse per l’antico dei Borbone che dava lustro al Regno, diventando parte integrante del programma politico. Allo stesso modo erano destinate a viaggiare e a essere date in dono le porcellane della Real Fabbrica di Capodimonte. L’artista è affascinato da come Carlo di Borbone abbia utilizzato la cultura come vero e proprio strumento politico.

I paesaggi di Carlo Saraceni (1605-08) in abbinamento su una parete di Diego Cibelli

A questo punto è possibile contestualizzare e comprendere la “danza” delle porcellane antiche con quelle moderne, con le lastre di rame e il parato. L’idea è incidere nuovamente nel rame le immagini stampate nella Collezione Firmian e quelle contenute in Antichità di Ercolano Esposte, oltre a riprodurre frammenti di queste immagini sul parato.

Diego Cibelli si avvicina con me alla carta da parati per farmi notare alcuni dettagli, ossia che i personaggi stampati sono messi assieme a formare un unico grande fondale attraverso l’imitazione della tecnica del pastiche, che si adottava per riparare le incisioni ”rattoppandole” con frammenti di altre stampe. Inoltre, mi fa notare che il “codice geometrico”, questa sorta di reticolato che veniva inciso nel rame, è riprodotto sui suoi candidi vasi ed è ben visibile sulle stampe del parato.

Il reticolato delle stampe antiche inciso sulle porcellane di Cibelli

L’artista aggiunge di aver scelto di esporre le lastre di rame incise, perché sono matrici che potenzialmente si prestano a future narrazioni. Il rame però è anche il supporto dei quadretti della Collezione Farnese realizzati da Carlo Saraceni tra il 1605 e il 1608 selezionati da Cibelli per Incontri Sensibili. I rametti raffigurano la storia di Icaro e racconti tratti dalle Metamorfosi di Ovidio…ancora una volta lo sguardo è rivolto all’antico.

Il libro Anatomiae Universae di Paolo Mascagni esposto nella mostra di Diego Cibelli

Tutto questo concerne solo uno dei due nuclei della mostra, perché i vasi esposti al centro della sala, con le loro forme sinuose e bracci che si irradiano dal nucleo centrale come i serpenti che si agitano sulla testa di Medusa, ci portano fuori dal racconto mitico per condurci nel mondo dell’anatomia. Appare chiaro dal  librone aperto in vetrina accanto a questi vasi, che, riflettendoci, somigliano a organi umani con vasi sanguigni che si diramano. Il testo esposto è Anatomiae Universae di Paolo Mascagni, pubblicato nel 1823. Anatomista e Fisiologo, i suoi studi sull’apparato linfatico sono una pietra miliare della storia della medicina e il testo esposto appartiene alla collezione del Museo Anatomico di Napoli. Così la scienza dialoga con la coroplastica in quello che l’artista definisce “un amplesso di riferimenti”. Termino la visita soffermandomi sul video che ci mostra Cibelli curioso e immerso nello studio delle pagine che hanno ispirato le sue creazioni.

L’arte di danzare assieme non è l’unico progetto che Diego Cibelli ha realizzato a Capodimonte quest’anno. Infatti nel Parco di Capodimonte, all’interno dell’Istituto Caselli fino al 30 giugno 2021 è in corso la mostra GATES, progetto vincitore del programma “Per chi crea” promosso dal MIBACT.

Diego Cibelli. L’Arte del Danzare assieme

Museo e Real Bosco di Capodimonte

Via Miano, 2 -80131- Napoli

13 maggio – 19 settembre 2021

a cura di Angela Tecce e Sylvain Bellenger