di Vittorio The Figurehead Guerrazzi

foto da Contrada Salandra

I Campi Flegrei sono un territorio straordinario…
Basta una veduta a volo di uccello per percepire il frastagliato mosaico di caldere vulcaniche, letteralmente una incastrata all’altra, in cui l’uomo e la natura hanno finito per plasmare un habitat oltre la suggestione.

E naturalmente la vite non poteva mancare, come tassello essenziale di un matrimonio tra terra fertile e tradizione popolare: un tempo qui, come alle pendici del Vesuvio, regnava una certa anarchia enoica, in cui le varietà delle vigne messe a dimora risultava sconosciuta agli stessi contadini.
Con il passare del tempo, forti dei primi risultati conseguiti, si è deciso in maniera praticamente unanime di specializzarsi su due vitigni, ormai consacrati come tipici della zona: parliamo di Piedirosso e Falanghina (il biotipo flegreo appunto, geneticamente diverso da quello sannita di cui abbiamo già parlato).

Nello specifico voglio farmi accompagnare da un bicchiere di Falanghina di Contrada Salandra, in questo frangente in cui, a ridosso dei primi freddi autunnali, magari ci si concede ancora un primo di mare a pranzo la domenica.
Peppino Fortunato nasce apicoltore (e si vede dall’etichetta delle sue bottiglie), ma l’attenzione e la dedizione che richiede questo mondo ha trovato sua naturale prosecuzione nella produzione di vino, e nell’arco di una quindicina di anni è diventato tra i produttori più rappresentativi dell’areale flegreo.

Mi piace anche l’idea di proporsi sul mercato con tutta calma (in vendita ora la 2017), piallando così l’idea che la Falanghina sia vitigno dal consumo precoce e quindi poco adatto alla maturazione.
Il Contrada Salandra è un vino godibile senza essere godereccio, ricco ma di misurata opulenza fruttata, sempre innervata da una mineralità decisamente espressiva, una freschezza iodata precisa e lineare, una beva grassa ma non opprimente, lunga ed appagante, con continui rimandi floreali totalmente centrati sul vitigno.

 

Questo vino ce lo beviamo su…

Il Museo Archeologico dei Campi Flegrei