di Pietro Petrosino – foto da cielomareterra.org

 

Vietri Sul Mare, porta di accesso alla “Divina costa”, divina perché la costiera amalfitana è una bellezza celestiale, unica nel suo assieme. Mare e monti, il Tirreno e la catena dei Lattari che sfiora i 1500mt di altezza, l’azzurro topazio dell’acqua e il verde della macchia mediterranea, il caldo abbraccio delle calette e la frescura dei canaloni tra le pareti a strapiombo. Contrasto e connubio, un’opera d’arte riuscita, e l’atmosfera raccolta peculiare dei piccoli borghi marinari.

Quanti artisti, stregati dalla bellezza e dalla magia dei luoghi, hanno lasciato le loro terre lontane e messo radici in costiera amalfitana… E chissà quanti bicchieri di vino “del contadino” avranno bevuto alla ricerca dell’estro perduto o per affogare una frustrazione? Noi preferiamo pensare al nostro artista tedesco immaginandolo stanco ma appagato, una calda serata settembrina, un terrazzo, una sdraio, sguardo perso sull’immensità del mare con il nettare di Bacco, magari accompagnato da una fetta di pane, un po’ abbrustolita, con burro e alici.

Il vino che scelgo…. come prescindere da un DOC Costa d’Amalfi? E ripensando alla genuinità dell’arte di Richard Dölker, non posso che dirigermi verso un vino biologico. Il Tramonti bianco Colle Santa Marina delle Cantine Apicella è coltivato in vigne distribuite nell’entroterra intorno ai 500 metri slm, in quel di Tramonti nel polmone verde della costiera. Le uve, tutte autoctone a piede franco di cui due esclusive della zona, da tradizione sono raccolte a mano anche per via dei pendii scoscesi e non terrazzati. Ai più noti vitigni di Falanghina e Biancolella si aggiungono Ginestra e Pepella. Quest’ultimo è presente solo in piccole aree e con pochi ceppi nella penisola, quasi sconosciuto nei testi di enologia, trae il suo nome dalla peculiarità del grappolo che presenta, affianco ad acini di dimensione normale, chicchi molto piccoli come grani di pepe. Il verde del paesaggio ricorda le foreste delle zone d’origine degli artisti nordici, la peculiarità dell’uvaggio e il suo assemblaggio l’unicità di un’opera d’arte!

Questo vino che ha un tasso alcolico di 14 gradi, è di colore giallo paglierino con riflessi dorati che tanto ricordano il riverbero del sole sul mare, con note di frutta secca, sentori floreali e richiami minerali.

Al palato è morbido, caldo, sapido e sostenuto da una acidità elegante, fine e ben equilibrato. Persistenti e intense le sensazioni retrolfattive che ricordano il limone “sfusato” della costiera. Ottimo da accompagnare a pietanze di mare ma anche latticini dei monti Lattari o semplicemente come after dinner, ascoltando la risacca mentre si contempla la luna che si specchia sulle onde.

 

Questo vino ce lo beviamo su…

Ceramica di Vietri: quel vento che spirò da nord