di Vittorio The Figurehead Guerrazzi

 

 

Trovare un liquido enoico che riesca a coniugare la potenza visiva ed immaginifica di una battaglia ed il tenero ed avvolgente abbraccio di una madre è impresa ardua.
C’è un vino che nei decenni si è meritato il titolo di ‘pugno di ferro in un guanto di velluto’, e forse proprio questa stridente dicotomia risulta calzante per l’occasione.
Ha origine nelle Langhe questo vino, ma qui al sud ha un suo gemello (per alcuni anzi quasi un padre) e parliamo del nostro Taurasi.
Fra i tanti io scelgo quello di Perillo, che fra tutti è quello che maggiormente sosta in cantina, prima di vedere gli scaffali ed i bicchieri di appassionati ed estimatori: una sosta necessaria per far sì che tutta la sua potenza ed irruenza tannica ed acida riesca a stemperarsi e rilassarsi in una beva che sarà piena, ricca, appagante e mai doma.
Il carattere scorbutico dell’aglianico sarà sempre fatto salvo, la sua devastante aggressione del palato resta integra e solida. Ma la sua opulenta avvolgenza sembra accoglierti nell’abbraccio di una terra fiera e nobile, come la verde Irpinia.

 

Questo vino ce lo beviamo su….

Aniello Falcone, il Velázquez napoletano