di Vittorio The Figurehead Guerrazzi

 

Difficile accompagnare un vino a questa retrospettiva di Vincenzo Gemito, e quando dico ‘un’ vino, intendo ‘un solo’ vino, dato il percorso così tribolato che ha portato l’artista dalla scultura al disegno.
E allora per il primo periodo, immaginiamo e sentiamo i profumi, i rumori e le vibrazioni dei quartieri di Napoli, quelli manifesti e quelli segreti, quelli urlati e quelli sussurrati, quelli intonsi e quelli intrisi… e il pensiero corre veloce ad un vino simbolo di questa commistione di opposti, a questo melting pot di caratteri: il Gragnano Otto Uve di Salvatore Martusciello, chiamato così a celebrare il connubio di vitigni, spesso anche sconosciuto, che concorrevano alla produzione del rosso sorrentino.
Vino mutevole e cangiante, fruttato e fragrante, guizzante e viperino nel suo sposarsi idealmente con i piatti tipici della gastronomia partenopea, fatta di gusto, semplicità e spesso povertà.
Lo giochiamo serenamente anche sulla pizza, magari mangiata camminando, piegata a portafogli, a sentirne in calore tra le mani.

Poi tutto cambia, e pur restando rosso, il vino si fa più indomito, meno a fuoco, tellurico e vivifico: e allora per il suo secondo periodo, emergendo dal tunnel dell’instabilità psichica, ci facciamo accompagnare dal Clown Oenologue di Cantina Giardino, aglianico d’Irpinia duro e senza compromessi.
Un anno di macerazione con raspi in anfore di terracotta, nessuna filtrazione o chiarifica, virtualmente privo di solfiti aggiunti, è una destrutturazione organolettica ma forse ancor prima cerebrale, in cui gli spigoli e gli sghembi aromatici non seguono un percorso lineare e logico, ma sembrano infrangersi disordinatamente come i bastoncini dello shanghai. Humus, grafite e frutta scurissima vengono trascinati da una acidità graffiante ed un tannino aggrappante che il tempo è ben lungi dal riuscire a domare.

 

http://www.salvatoremartusciello.it/vini.html#

https://www.cantinagiardino.com/wines/clown-oenologue/

 

Questo vino ce lo beviamo su….

Un artista dell’animo napoletano. Vincenzo Gemito in mostra